Cosa prevede la normativa per il carico e il ciclo di sterilizzazione?
La norma UNI EN 13060 definisce “carico” come “l’insieme di articoli che verranno sterilizzati nella camera di sterilizzazione”. Con tale definizione si intende quindi il materiale ad uso odontoiatrico che verrà inserito in autoclave per la sterilizzazione a vapore.
La sterilizzazione a vapore avviene tramite autoclave, cioè un “dispositivo specifico per la sterilizzazione (a vapore) i cui parametri fondamentali sono legati al mantenimento di una determinata temperatura e pressione, per un determinato tempo (norma UNI EN 13060).
La sequenza delle varie fasi operative che una sterilizzatrice a vapore esegue per sterilizzare gli strumenti, si definisce “ciclo di sterilizzazione”. Il ciclo di sterilizzazione si differenzia in base alle caratteristiche di temperatura , pressione e tempo come prescritto dalla norma.
Come sono classificati gli strumenti dalla normativa?

Nella scelta del tipo di ciclo è necessario tenere in considerazione la tipologia del carico di strumenti da sterilizzare a vapore.

La norma UNI EN 13060 classifica i carichi da inserire in autoclave in:

carico solido: articolo non poroso, privo di incavi o altre caratteristiche che possono ostacolare la penetrazione del vapore in maniera uguale o maggiore di quelle di carico cavo (ad es. specchietto, specillo);

carico poroso: materiale capace di assorbire i fluidi (ad es. camice operatorio, garza):

 A. carico poroso completo quando il carico occupa il 95±5% dello spazio utilizzabile;
 B. carico poroso ridotto quando il carico occupa il 20-25% dello spazio utilizzabile;
 C. carico poroso piccolo quando il carico occupa il 2.5-5% dello spazio utilizzabile;

carico cavo di tipo A: spazio aperto ad una estremità in cui 1≤L/D≤750 dove D è il diametro della cavità ed L la lunghezza, con L≤1500 mm, oppure spazio aperto da entrambe le estremità in cui 2≤L/D≤1500, con L≤3000 mm e che non é carico cavo B (ad es. manipolo, turbina);

carico cavo di tipo B: spazio aperto ad una estremità in cui 1≤L/D≤5 dove D è il diametro della cavità ed L la lunghezza, con D≤5 mm, oppure spazio aperto da entrambe le estremità in cui 2≤L/D≤10, con D≥5 mm e che non é carico cavo A (as es. tazza operatoria, cannula per chirurgia).

Ad ognuno degli strumenti è necessario abbinare il ciclo di sterilizzazione in grado di eliminare ogni forma microbica vivente, sia patogena che non, comprese spore e funghi. Il materiale potrà essere considerato sterile se il SAL (Livello di Sicurezza di Sterilità) sarà inferiore a 106, ovvero la probabilità di trovarvi un microorganismo sia inferiore a 1 su 1 milione.

Come si sceglie il ciclo di sterilizzazione?

I cicli a cui gli strumenti possono essere sottoposti sono:

  • Ciclo N: strumenti solidi, che non devono essere imbustati (ad es. specchietto, specillo)
  • Ciclo S: strumenti cavi di tipo B, liberi ed imbustati (ad es: manipoli, termoplastici resistenti o materiali ferrosi)
  • Ciclo B: strumenti solidi, strumenti cavi di tipo A (ad es. cannula, manipolo), strumenti cavi di tipo B (ad es. bicchiere, tazza operatoria), materiali porosi, materiali termoplastici, imbustati o liberi.
È evidente come la scelta di una autoclave in grado di processare cicli di tipo B, consenta di sterilizzare una maggiore varietà di strumenti in un’unica apparecchiatura.
Cosa prevede la normativa per i test periodici di sterilizzazione?

 

I test periodici hanno lo scopo di verificare lo stato di funzionamento dell’autoclave e l’avvenuta sterilizzazione. Sono quindi da effettuarsi in maniera sistematica, seguendo quanto stabilito dal protocollo di sterilizzazione dello Studio odontoiatrico.

La norma UNI EN ISO 17665:2007 specifica che deve essere predisposto un protocollo di sterilizzazione, che preveda la verifica quotidiana con prove fisiche della penetrazione del vapore. Questo nel caso in cui il processo di sterilizzazione si basi sulla rimozione dell’aria dalla camera di sterilizzazione, al fine di conseguire una penetrazione del vapore (fase di vuoto o Vacuum test).
Il monitoraggio ed il controllo di routine (test di viraggio), sempre secondo la norma, devono essere eseguiti ad ogni ciclo di sterilizzazione e il monitoraggio con indicatori chimici o biologici, se eseguito, deve essere conforme alle norme specifiche per gli indicatori chimici e biologici.

 

Quali test di sterilizzazione devo eseguire?

Vacuum Test (o test di tenuta del vuoto): verifica che all’interno della camera di sterilizzazione si raggiunga e mantenga il vuoto necessario per il corretto svolgimento del processo di sterilizzazione da parte dell’autoclave.

Bowie & Dick test (o test di penetrazione del vapore nei corpi porosi): verifica la penetrazione del vapore nei corpi porosi. Consiste in un pacco di materiale poroso (carta) contenente un reagente che, se raggiunto dall’agente sterilizzante (il vapore) vira di colore dando l’esito del test. Si posiziona nella camera di sterilizzazione vuota, al centro della caldaia. Permette di capire sei carichi porosi vengono correttamente sterilizzati.

Helix Test (o test di penetrazione nei corpi cavi): verifica la penetrazione del vapore nei corpi cavi. Consiste in un tubicino di teflon con all’estremità un’ampolla chiamata “camera di alloggiamento”, contenente un reagente. Si inserisce nella camera di sterilizzazione vuota, posizionato al centro della caldaia. Il reagente, se raggiunto dall’agente sterilizzante (vapore), vira di colore dando l’esito del test.

Test di viraggio: Questi indicatori verificano il raggiungimento del vapore. Il reagente chimico contenuto nel test modifica il suo colore in funzione dell’esposizione ad una determinata temperatura, per un determinato tempo. Il test deve essere posizionato all’interno della camera di sterilizzazione durante il ciclo.

Test biologico: consiste in provette contenenti batteri in forma vegetativa. Una provetta viene inserita in autoclave, in fase di sterilizzazione degli strumenti imbustati. A fine ciclo, la fialetta verrà inserita in un incubatore, assieme ad un’altra fialetta non sottoposta a sterilizzazione. Se dopo 48 ore il colore del liquido della fialetta sterilizzata sarà rimasto dello stesso colore di quella non sottoposta al processo, si avrà la prova della riuscita del test.